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ITALY. Le poesie dal libro "L’anima da vendere”


L’anima da vendere

Offro un anima da vendere!
E già preparata la do.
Non sono in debito con nessuno
E posso fare con lei che voglio!
Sul petto mi sono sistemata una cornice
Di vetro, del più puro cristallo.
E in vista. Non temete:
Nel prezzo, non vi voglio fregare!
Prego! Venite e guardate!
Voi la merce valutatela bene
Attraverso il vetro, informatevi:
La mia anima non vi conviene!?
Prendetela oggi, che il prezzo e buono!
La vuoi? La lascio a metà.
Non ti preoccupare che mi resta
Ancora ho un cuore soffrendo che batte.
Che dite, signora? Che e usato?
Ha un colore nero, triste?
Io ho solo un anima da dare.
Se non la volete, non insisto!
E stata un anima sincera e pura,
E calda e stata, anche se non sembra cosi.
Forse trovi qualcuno qualificato
Che sicuramente la recupererà…
Avete la pazienza, la confeziono!
Non posso venderla cosi, disordinato.
Non avendola, non sanguinerò
Quando la vita mi darà di nuovo un schiaffo…
Ti ho offerto cosi come eri:
Insanguinata e stracciata, e triste…
Ma senza te, può avere senso
Esistere?
 
 
                                                                   02 marzo, 1999

 

Desiderio

Accoglimi Comprendimi
Nei tuoi occhi profondi Con la tua mano calda
Chiamami E non  lasciarmi andare
Con il battito delle ciglia! Neanche se voglio io!
Bacia, poi, Oggi desidererei
Gli stesi occhi caprioli, Più che mai
Limpidi come due acque tranquille Di sciogliermi piano,
Sorridimi! Sul tuo braccio…
Sorse mi il sorriso. Chiamami nel sogno
Ho malinconia di te E verrò
E delle tue carezze. Avvolta nei fiori di crisantemi,
Tu lasciami Però andrò
Di setacciarmi nel l’Universo Con primi raggi del alba
Nel quale tutto è mistero Se di me e di fiori
Ma il giudizio e difficile. Non hai tempo…
   
   
                         08 maggio, 1999.

 

MI DUOLE QUADO VEDO

Mi duole quando vedo: cielo grigio,
                                      mamma con le tempie d’argento,
                                      bambini indesiderati,
                                      soldati sfruttati
                                      i campagnoli bevendo l’acqua
                                                   riscaldata sul bruciore efferata.
 
Mi duole quando vedo: l’anima crudele
                                      l’uomo m’osando con veleno,
                                      il cane battuto,
                                      l’uccello con le ali rotte,
                                      la menzogna con molti piedi
                                                   a me mi duole.
 
Me ne frego del proverbio che mi chiede
Di essere tacita, con la bocca di miele!
 
Mi duole quando vedo: fiori calpestati,
                                      le strade sporche,
                                      i giovani drogati,
                                      anziani,sfruttati,
                                      l’acido nella pioggia che viene
                                                   e Terra che trema in scuote.
 
Non voglio che i futuri nipoti
Nasceranno morti! 
 
 
                                                                           12 settembre, 1999.

 

 NON AMERESTI UN MARINAIO

(Secondo una antico poema marinaresca)

Con tenerezza nel anima con voce amara
E lacrima arsa di frontiera azzura
Ti consiglio: non amare, non amare un marinaio!
Amandolo una volta, allora saprai,
Berresti l’acqua profonda di malinconie insolitudinate
Che macina, duole, con stelle di fuoco,
Nelle strisce del tramonto, scintillando sfortuna.
Ama, figliola, qua, sulla terra!
Legati la vita dei fiori, non di tempesta ed vento,
Ancorati la vita del cielo sereno,
Non di una fotografia inquadrata nel azzurro  marino!
Portando un marinaio nel anima anche io
Capisce, figliola, che anche per me e pesante
Di consigliarti con la mia bocca cattiva:
Non amare un marinaio, cara mia!
Se la ami già con ardore, aspettalo con le carezze
Lascia ardere, nascosta, la malinconia smarrita.
Impara di volare come la cinciallegra
Cantandoti l’amore, alzandoti la fiaccola.
Trovandolo ho no, cantandolo sempre,
Sbatte coraggiosa la terra pesante.
Allora, per il coraggio quale
Dio te la messo in sogno,
Quando si ritornerà dalla mare
Vivrete fra mezzo caloroso ed eterno del amore,
Nel Paradiso!
 
 

                                                       29 luglio, 2001.

 

NON HO DESIDERATO DI PIU…

Non ho desiderato altro che solo te
E cosi complicato è stato incontrarti.
Adesso, quando sei di nuovo accanto me,
Ti sento come un estraneo, quando ti guardo gli occhi.
 
Il tempo nel silenzio macina tacere.
Ho imparato di pacificarmi con lei.
Ma, quando mi chiami con mite coccola.
Mi confondo ed no lo so che cosa fare…
 
Desidero di dirti addio, è finita!
Ma il cuore mi porta accanto te
Mi dico nel pensiero: Con che cosa ho sbagliato!
Ad portarmi l’amore come una croce?
 
 
                                                               26 Gennaio, 2002.

 

NOI  DUE

Io, mormoro delle foglie
      dorate con tramonto
      cerco il sorriso del mare.
 
Tu, lucifero mite,
      porti nel Caro Piccolo
      il mio amore smarrito.
 
Io, luna galleggiando,
      ti cerca l’ombra
      testimone del amore.
 
Tu, liane sottile di stele,
       mi chiami sul mare brizzolato, 
       salato di aspettative.
 
NOI DUE nevicati di mucchio di alghe,
               di azzurri baci,
               cerchiamo L’ETERNITA’…
 
 
                                                            24 febraio, 2001.

 

VIENE UN GIORNO

Viene un giorno,
In quale non puoi guardare a nessuno in faccia…
Lo sguardo te lo giri, colpevole,
Quando i fatti stano infilati sul un filo
E ti incitano ad ragionare:
 
Arriva momento inaspettato
Di parlarne tu con te steso,
Di pensarti che sei stato una volta,
Se hai fatto solo male o bene.
 
Indisturbato e calmo saresti il sonno
Se sei stato incolpevole.
Pero il cuore nero invocherà a Dio.
Se di vita di dopo lo hai ignorato!`
 
 
                                                    28 giugno, 1999.

 

MAMMA MIA

Guardo soave faccia tua Ci sembrava che sei troppo cattiva
e mi dispiace, mamma mia, quando litigavi con la tua bocca.
che hai pianto troppo per mia colpa. mostraci ancora, mamma mia!
   
Solo adesso sei con noi, Ti piangemmo noi, tuoi figli,
da domani saresti vento e piogge… con le lacrime d’argento
ti chiamo, mamma, al bisogno. e nel sogno ti aspetteremo di venire.
   
Ti piango con il mio occhio  vivo. Per sorvegliarci con il tuo tramonto
Tu non mi puoi vedere e lo so: però, quando appare la luna su
Il mio rammarico è troppo tardivo! proteggerebbe anche Gesù!
   
   
                               14 febraio, 1999.

 

PIANGERESTI CON FIORI DI MUGHETTI

Non e bene pianto dentro di te infossarlo!
Mete sulla guancia lacrima tua,
Per poter spolverarla nei gocci,
Di non esserti pesante la ciglia!
 
Dami a me, rugiada dall’mattino
Raccolta nell’alba dagli occhi tuoi verdi.
Nel nero doloroso della nebbia,
Come un smeraldo illumineresti.
 
Il sospiro mettilo nel fazzoletto
Legalo come sapresti
Ma io ti prego non essere triste,
Appena allora la tua vita comincia!
 
Solo irrisi dai occhi tuoi
Esserti stregata fiore.
Se piangeresti ancora con loro,
Piangeresti con i fiori di mughetti!
 
 
                                                   13 marzo, 1999.

 

Nostra mare

E nostra mare troppo salata E nostra mare tormentata
E troppo pianta la sua faccia, Di tante lacrime di aspettare
Dopo quei che dormono sotto acque E solo lei e colpevole
Senza barra dal legno di tei. Che nel porto la nave non appare.
   
E nostra mare un vestito, E nostra mare efferata,
Che copre con le onde pesante, Le onde urlasi lontananza.
Eroi andati dalla terra Inutile aspettarlo accasa!
Che adesso sono sorvegliati dalle stelle. Tuo eroe si e fidanzato con la luna…
   
   
                           27 gennaio, 1999.

 

Bambino colpito, bambino infelice

Bambino, con gli tuoi occhi sereni,
                Ancora sei venuto nel mondo tra gli estranei.
                Nella tua casa con l’anime troppo fredde
                Sei rattristato e la testa ti la scendi.
    I tuoi genitori non ti desiderano accanto,
    Non chiama il tuo sogno cantando piano, con amore.
    Bambino con i tuoi occhi sereni,
    Sei solo con i tuoi, come tra estranei.
 
Bambino, l’anima di angelo mite,
                Di mille ani vieni sulla questa terra
                Ma qualche volta dimenticato sei di fortuna
                E non ti trovi in mezzo i tuoi un posto.
    Quei che ti hanno battuto cosi battuto senza pietà
    Anche domani colpiranno la tua guancia.
    Per ciò tu bambino fragile e mite,
    Nei occhi loro guardi sempre piangendo.
 
Bambino, con l’anima piena di malinconia,
                Addolorato di palma loro aspra,
                Sotto cielo stellato sei stato addormentato
                Con l’anima smarrita, senza coccole.
    Da loro come frutto del mondo sei venuto,
    Pero non hai saputo che sarai indesiderato.
    Quando piangi sempre e non hai la loro pietà
    Io lacrima ti la bacio, bambino di malinconia.
                Quelli che ti hanno rubato l’infanzia
                Su di te hanno scaricato la rabbia.
                Sono ladri di anime ed e peccato.
                Mi ammiro come la terra gli tiene!
Bambino colpito, bambino poverino
Quando la tua palma stringereste ano con ano,
Con  il bene, il male risparmieresti.
I bambini tuoi ed del mondo amali!
 
 
                                                             21 settembre, 1999.

 

Cercami!    

Cercami!
nella soavità del fiore di papavero
nella luce della rugiada,
nelle nuvole di mattina quando piove,
nella foresta d’abete,
nel foglio dondolato di autunno,
nel  silenzio delle stelle,
nel fioco del palma,
negli occhi del neonato,
nel lamento del mare,
nel silenzio ricamato del misterioso tramonto,
nell’ala strappata,
nella verità amara,
nelle eterne, ansiose fiamme,
Cercami!
E portami indietro!
 
 
                                                     14 novembre, 1999.

       

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